Meno guru e overcoaching più leadership e semplicità | gli allenatori che stanno azzeccando il Mondiale
In questo Mondiale, alcuni allenatori stanno puntando su leadership e semplicità, riducendo la presenza di figure come guru e overcoaching. Molti professionisti della panchina ritengono che il ruolo richieda meno anni di esperienza rispetto a quanto si pensi, preferendo approcci diretti e pratici. La stagione si concentra su un numero limitato di partite e tornei, portando alcuni tecnici a preferire una carriera meno frenetica rispetto a quella nei club.
Si pensa spesso che il lavoro di allenatore della nazionale richieda una certa anzianità. Lo sostengono anche diversi impiegati della panchina, che vedono lo sbocco della vita più comoda, una decina di partite l’anno, un torneo ogni due stagioni come traguardo, dopo la frenesia dei club. E se vinci tutto il paese ti ringrazierà in eterno. A questa Coppa del Mondo sono stati iscritti in effetti cinque ct over 70 (Advocaat, Koubek, Broos, Queiroz e Bielsa, in ordine decrescente di età), ma il detentore del trofeo è Lionel Scaloni che lo abbracciò in Qatar a 44 anni e il suo predecessore Didier Deschamps lo ricevette in Russia da quarantanovenne. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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