Tra chiavi e serrature il piccolo Ruben studiava calcio | alle origini di Amorim lo Smiling One
Ruben Amorim, ora allenatore, ha iniziato a giocare a calcio come portiere di hockey su pista e ha trascorso le sue giornate tra il negozio di ferramenta di famiglia e le abitazioni di famiglia. Da bambino, nascondeva i soldi nei calzini per proteggerli dai furti a scuola. La sua infanzia si è svolta tra Alverca e Almada, in portogallo.
Ruben Amorim è il classico personaggio uscito da un film. Da bambino nascondeva i soldi nei calzini per non farseli rubare a scuola e nel tempo libero giocava da portiere di hockey su pista con il numero 10, dividendosi tra il negozio di ferramenta di papà Virgilio ad Alverca e casa di mamma Anabela ad Almada. Chi lo conosce racconta la storia di un uomo amante delle imitazioni in spogliatoio di altri allenatori e di un giocatore che odiava perdere le partitelle in allenamento. Dietro a quel sorriso da “smiling one” c’è un mix piuttosto particolare: carattere fumantino, ossessione per il calcio, empatia da psicologo e una mania quasi scientifica per i dettagli. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

Notizie e thread social correlati
Leggi anche: Il nuovo Milan parte con lo sprint: tre colpi per Ruben Amorim
Leggi anche: Ruben Amorim è il nuovo allenatore del Milan, firma arrivata e dettagli dell’accordo tra il portoghese e il Diavolo