Processo Regeni depistaggi e menzogne | così l’Egitto ha protetto gli aguzzini Rotto il muro di omertà
Nel processo per l’omicidio di Giulio Regeni, le sedie riservate ai quattro ufficiali egiziani imputati sono rimaste vuote anche durante le richieste di condanna e continueranno a esserlo. Le autorità egiziane sono state accusate di aver coperto gli ufficiali, con depistaggi e menzogne, per proteggere i responsabili del sequestro e dell’omicidio. La posizione degli imputati non è cambiata, e le sedie sono rimaste vuote anche nel momento delle richieste di condanna.
Le sedie riservate ai quattro ufficiali egiziani imputati per il sequestro e l’omicidio di Giulio Regeni sono rimaste vuote anche nel giorno delle richieste di condanna, e tali rimarranno. Ma il processo non si esaurisce nei destini personali dei militari sotto accusa; va oltre le loro responsabilità e lascerà aperto il giudizio sugli apparati nazionali che le hanno coperte. Come ha spiegato con toni accorati e severi il procuratore aggiunto di Roma Sergio Colaiocco, che ha seguito il caso dall’inizio, passo dopo passo, quello che si sta chiudendo è anche «un processo contro il silenzio di chi non voleva parlare né collaborare, di chi confidava che il tempo cancellasse le tracce. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

Giulio Regeni: tutto il male del mondo/ Paola Deffendi e Claudio Regeni/ Xanadù/ 28 gennaio 2026
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