Giulio Regeni la Procura | Non era una spia nessun elemento sulla pista inglese | L' Egitto ha scelto di proteggere gli aguzzini
La Procura ha affermato che non ci sono prove che collegano il ricercatore scomparso a un'attività di spionaggio e che la pista inglese è stata esaminata in modo approfondito. L’indagine ha verificato tutte le ipotesi senza trovare elementi che confermino un coinvolgimento del Regno Unito. Nel frattempo, si sostiene che l’Egitto abbia scelto di proteggere gli autori della violenza.
"Occorre trarre una conclusione netta sulla pista inglese. Tutti gli elementi raccolti sulla cosiddetta pista inglese sono stati approfonditi, verificati, sviscerati in ogni possibile direzione. E deve dirsi oggi, con assoluta chiarezza, che da quel versante non è emerso alcun elemento utile alla ricostruzione del sequestro, delle torture e dell'omicidio di Giulio Regeni". Lo afferma il procuratore aggiunto, Sergio Colaiocco, nella requisitoria del processo per la morte di Regeni che ha ribadito che il ricercatore italiano "non era una spia". Mostrando le foto della Tac di Regeni, Colaiocco ha sottolineato come il corpo del ricercatore fosse "spezzato dal dolore. 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
Regeni, procura: Non era una spia, nessun elemento su pista inglese
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