Matin Kim la Corea che non si ascolta si indossa
La Corea del Sud ha deciso di cambiare approccio e ora invita il mondo a indossare la propria cultura, oltre a ascoltarla e guardarla. Dopo anni di richieste di attenzione internazionale, il paese promuove iniziative che coinvolgono l’uso di abiti tradizionali e simboli culturali in eventi pubblici e campagne di marketing. Questa strategia mira a rafforzare l’identità nazionale e a diffondere il patrimonio culturale attraverso il coinvolgimento diretto delle persone, rendendo più tangibile il legame con le proprie radici.
Per anni la Corea del Sud ha chiesto al mondo di ascoltarla, guardarla, seguirla. Oggi gli chiede qualcosa di più intimo: indossarla. Non più soltanto canzoni, serie tv, skincare, ramen, fan meeting, lightstick e aeroporti trasformati in passerelle involontarie, ma un’estetica quotidiana capace di entrare nella vita reale delle persone, nel modo in cui escono di casa, si fotografano, costruiscono la propria identità visiva e decidono, ogni mattina, quale versione di sé mostrare al mondo. È in questo territorio, molto più culturale che semplicemente commerciale, che si muove Matin Kim, brand sviluppato nella seconda metà degli anni Dieci e diventato in pochi anni uno dei nomi più riconoscibili della nuova scena coreana contemporanea. 🔗 Leggi su Panorama.it

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