Il papà di Chiara Gualzetti dopo le parole di Vannacci | Negare il femminicidio è un rischio capiscano la gravità
Il padre di Chiara Gualzetti ha commentato le dichiarazioni di un ufficiale militare, sottolineando la necessità di riconoscere la gravità dei femminicidi. La ragazza, che avrebbe compiuto 20 anni a luglio, è stata uccisa cinque anni fa da un coetaneo di cui si era innamorata. Le parole dell’ufficiale sono state criticate dal genitore, che ha evidenziato il rischio di negare il fenomeno della violenza di genere.
Bologna, 16 giugno 2026 – Chiara avrebbe compiuto 20 anni a luglio. Ma la sua luce è stata spenta, cinque anni fa, dal ragazzino di cui si era invaghita. Di cui fantasticava nelle pagine del diario. “Lui ne ha fatto quello che voleva. Cinque minuti prima le accarezzava i capelli. E poi l’ha ammazzata a coltellate. Perché pensava che non contasse niente. Questo è il femminicidio: un reato di possesso, in cui la vita della vittima è soggetta completamente alla volontà brutale dell’altro. E non va sminuito”. Lo dice con convinzione Vincenzo Gualzetti, che cinque anni fa ha visto morire la sua unica figlia ad appena 15 anni per mano di Andrea Iavarone, di un anno più grande. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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