Rieducazione maoista Orson Welles e Frankenstein L’opera di Bi Gan un labirinto sensoriale di cinema
Un film cinese recente propone una narrazione complessa che unisce elementi della rieducazione maoista, riferimenti a Orson Welles e a Frankenstein, creando un’esperienza sensoriale intricata. La pellicola si svolge in un mondo futuro dove l’immortalità viene venduta come merce, portando lo spettatore in un viaggio tra realtà e fantasia. La regia di Bi Gan utilizza immagini e suoni per costruire un labirinto visivo e emotivo, lasciando spazio a molte interpretazioni.
Quando si dice: la testa piena di film. Qui, in un mondo futuro che vende l’immortalità cancellando però la capacità di sognare, c’è un giovane che si ribella e attraversa il tempo nei sogni, quattro episodi di enorme splendore visivo corrispondenti a quattro momenti della storia cinese del ‘900: inseguimenti di polizia, rieducazione maoista, amore, in realtà stratagemma per formare un “sonno“ illimitato di cinema. Non è chiaro? Infatti. La conduzione è a logica limitata. Altrimenti non saremmo nel labirinto sensoriale costruito dal film, labirinto sensoriale di cinema, storie e personaggi che vivono nel tempo cinematografico riportandoci, per dire, a La signora di Shangai di Welles, Metropolis di Lang, perfino L’innaffiatore innaffiato dei Lumière.🔗 Leggi su Quotidiano.net

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