Guttuso e gli altri Perché la parola ha bisogno di arte
Nel 1956, il quotidiano nacque con una forte attenzione al disegno, sviluppando una particolare sensibilità per la grafica e la fotografia. La presenza di queste discipline tra le sue caratteristiche principali ha contribuito a definire il suo stile e il suo approccio visivo, distinguendolo in un panorama giornalistico in continua evoluzione. La combinazione di immagini e grafica ha permesso di comunicare notizie e concetti in modo immediato e coinvolgente.
Il Giorno nel 1956 nasce con una particolare predisposizione per il disegno. La grafica, insieme alla fotografia, è uno dei suoi punti forti. Non è un caso in via Settala a Milano, dove la prima redazione si forma, se ci sia già un nucleo di giornalisti dediti a tempo pieno all’impostazione visiva di titoli, testi e immagini: il primo ufficio grafico di un quotidiano nazionale. A lavorare all’identità del prodotto è Giuseppe Trevisani, un trentenne napoletano che si è trasferito al Nord. Grafico, giornalista e traduttore. Sarà il papà del Giorno (come del Manifesto). Per il quotidiano di Mattei inventerà soluzioni inedite o sperimentate solo dalla stampa britannica: otto colonne anziché nove, titoli grandi, immagini vaste, scontorni.🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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