Malagò Abete e la solita grammatica da pentapartito Ma non dovevamo fare la rivoluzione?
In un contesto di discussioni sulla riforma del sistema sportivo, si sono susseguite dichiarazioni di alcuni rappresentanti di spicco, evidenziando le differenze tra le componenti coinvolte. Si è parlato di governance, di riforme strutturali e di un piano che mira a un approccio più completo, ispirato ai modelli di altri paesi europei e alla Premier League. Le parole usate riflettono una certa continuità nel linguaggio e nelle proposte, senza indicare passi concreti avanti.
Le componenti. La governance. Le riforme strutturali. Ma di piĂą: il piano persino “olistico”, il modello alla tedesca, alla francese, la Premier. Gli stadi, la sostenibilitĂ , la rivoluzione dirigenziale. Ma soprattutto i giovani, signora mia. No, non la generazione millesimata di poveri bambini senza Mondiale. Quegli altri: i tardo-adolescenti che ai Mondiali dovrebbero portarci di nuovo se solo ne crescessimo abbastanza. La metafora della vivaistica, un titolo ogni due, a pioggia tra le prime pagine dell’indignazione post-Bosnia. E’ tutto trapassato remoto, scaduto come uno yogurt. Abbiamo giĂ elaborato quel bendidio di collera nella solita ripavimentazione spicciola del potere.🔗 Leggi su Ilnapolista.it

Abete, Malagò e la terza età della “rivoluzione”: la gerontocrazia italiana ci prende in giroBasterebbe filmare – per un documentario alla Sergio Zavoli – la processione luttuosa che fuoriusciva dalla Figc, a dimissioni di Gravina ancora...
CorSport: “Malagò e Abete i più gettonati per la Figc, ma potrebbe esserci anche un ex calciatore”Il toto-nomi per il nuovo presidente della Figc è cominciato, visto che Gabriele Gravina dovrebbe annunciare oggi le sue dimissioni, in Consiglio...