Vino la strategia Premium per l’export del made in Italy | +3,5% in tre anni

Notizia in breve

Negli ultimi tre anni, l’export di vino italiano ha registrato un aumento del 3,5%, con un focus crescente sulle vendite a prezzi più elevati. Rispetto ai volumi, che hanno mostrato un rallentamento, l’attenzione si sposta sulla strategia di posizionamento del prodotto come bene di fascia alta. La competizione internazionale si intensifica e il mercato si orienta sempre più verso prodotti premium, cambiando così le modalità di approccio all’export.

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Il vino italiano all’estero sta cambiando pelle. Non conta più quanto si vende, ma a che prezzo. È su questa linea che si gioca la tenuta dell’export nei prossimi anni, mentre i volumi rallentano e la competizione globale si fa più serrata. Secondo le stime dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly, da qui al 2029 il made in Italy crescerà del 3,5% in valore, grazie soprattutto ai segmenti Premium e Luxury. Si tratta di etichette che partono da 8 euro all’uscita dalla cantina e arrivano fino a 25-50 euro sugli scaffali internazionali. Una fascia che, da sola, potrebbe compensare il declino dei prodotti di medio-bassa gamma. Il punto, però, è quanto rapidamente l’Italia riuscirà a spostare il proprio baricentro verso l’alto. 🔗 Leggi su Ildenaro.it

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