Se il bene e il male si confondono Galimberti e il vuoto dei giovani

In un recente approfondimento si parla di giovani che, pur mostrando intelligenza e prontezza mentale, risultano privi di strumenti per interpretare le proprie emozioni. Gli esperti li definiscono “analfabeti emotivi”, sottolineando come questa mancanza possa contribuire a confondere i confini tra bene e male. La discussione si concentra sulla difficoltà dei giovani nel riconoscere e gestire i propri stati d’animo, senza tralasciare il ruolo di una società che fatica a fornire loro i mezzi adeguati.

Sono degli "analfabeti emotivi". Certamente intelligenti, svegli. Ma del tutto sprovvisti degli strumenti necessari per decodificare le proprie emozioni e stati d’animo. Questo sono – o rischiano di essere – i giovani d’oggi, secondo l’analisi per la veritĂ  poco edificante che ne fa il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti, protagonista venerdì 17 aprile all’Auditorium Scavolini di Pesaro, con la lezione dal titolo "Il bene e il male. Educare le nuove generazioni". Davanti a un pubblico, che si suppone però composto piĂą di adulti che di adolescenti, magari desiderosi anche loro di decodificare certi ’enigmi’ del mondo interiore dei propri figli o studenti, Galimberti analizzerĂ  le radici profonde dell’incapacitĂ  dei ragazzi di sentire la differenza tra bene e male.🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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