Deportato nei campi di concentramento dalla Germania nazista un tribunale lo risarcisce dopo 80 anni | 19mila euro
Dopo più di ottant'anni, un tribunale ha stabilito un risarcimento di 19 mila euro per un uomo deportato nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. La sua prigionia si è protratta in quattro diversi campi, e ha vissuto l’esperienza di vedere aperte le porte di un forno crematorio. È stato liberato dalle forze americane e ora riceve il riconoscimento economico per le sofferenze subite.
Il dramma della prigionia in quattro diversi campi di concentramento in più di un anno, poi le porte del forno crematorio aperte davanti ai suoi occhi, fino alla liberazione da parte degli americani. Salvatore Giujusa, di Mazzarino ( Caltanissetta ) la prima benedizione l’ha avuta nel 1945, quando nell’ultimo lager in cui era stato deportato, insieme a 80 persone, sul punto di essere ucciso, fu graziato dall’arrivo dall’esercito angloamericano. Aveva 25 anni. La giustizia è arrivata solo 80 anni dopo, dopo la sua morte, quando i figli hanno portato avanti la sua causa per ottenere un riconoscimento, dando un prezzo a quei giorni di prigionia. Il tribunale di Trieste ha riconosciuto infatti un risarcimento per crimini di guerra, ribadendo che reati di questo tipo non si possono prescrivere. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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