La parabola dei cattivi | dalla malattia di Riina a Maniero depresso
Il racconto di oggi ripercorre alcune delle figure più note del crimine italiano, dalla malattia che ha colpito un noto boss di Cosa nostra alla depressione di un altro criminale famoso. A Firenze, il 5 aprile 2026, si analizzano i cambiamenti nel mondo dei reati più duri e temuti, evidenziando come siano arrivati a essere meno presenti e meno temibili rispetto al passato. La narrazione si concentra sui dettagli di queste storie personali e criminali, senza giudizi o interpretazioni.
Firenze, 5 aprile 2026 – No, non ci sono davvero più i banditi di una volta. Quelli pericolosi e tosti, ma tosti davvero, i grandi criminali che sfidavano la Legge senza timore. Quelli alla Renato Vallanzasca, il ’bel Renè’ che faceva strage di banche, uomini e cuori di donne. Che scappava dalle carceri per soldi e sesso, per lui fondamentali in egual misura. O quelli alla Francis Turatello, ’Faccia d’Angelo’, simbolo della mala milanese degli anni ’70 fra night, sigarette e whisky. Perché il bandito, il bandito vero, è avvolto sì da un’aura maledetta, ma pure per certi versi romantica, potremmo dire letteraria, cinematografica e finanche musicale. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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