Fumavano marijuana per pregare | assolti due seguaci Hare Krishna
Due seguaci Hare Krishna sono stati assolti dall’accusa di aver fumato marijuana, con la motivazione che lo facevano per motivi religiosi. La decisione arriva dopo un procedimento giudiziario in cui si è discusso sulla natura delle loro azioni. La vicenda ha attirato l’attenzione su come le pratiche religiose possano influenzare le interpretazioni della legge. La sentenza riguarda esclusivamente il caso specifico e le motivazioni addotte dai coinvolti.
“Fumavano marijuana per motivi religiosi”. Una frase che sembra paradossale, ma che è diventata il cuore di una sentenza destinata a far discutere. La Corte d’Appello di Bologna ha assolto due seguaci del movimento Hare Krishna, ribaltando la condanna per coltivazione e detenzione di cannabis. Secondo i giudici, il fatto non costituisce reato: l’uso della sostanza era strettamente legato alla pratica spirituale e al culto del dio Shiva. Una vita isolata tra i monti, un eremo raggiungibile solo a piedi, un altare dedicato alla divinità e decine di piante coltivate alla luce del sole. Elementi che hanno trasformato un caso di droga in una vicenda al confine tra diritto, fede e libertà individuale. 🔗 Leggi su Bolognatoday.it
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Fumano marijuana per "religione": assolti due seguaci Hare KrishnaFumavano marijuana sostanzialmente "per religione" nel rispetto del culto del dio Shiva.
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