Omicidio Custra nuovo round La pena di Ventura non è estinta | Attualità dell’interesse punitivo

Il caso dell’omicidio del vicebrigadiere Custra torna alla ribalta con un nuovo procedimento giudiziario. La pena inflitta a Raffaele Ventura, condannato per l’omicidio, non è stata dichiarata estinta e il tema dell’attualità dell’interesse punitivo viene nuovamente discusso. Le indagini e le udienze si concentrano su un episodio avvenuto più di quarant’anni fa, durante una manifestazione a Milano nel 1977, in cui perse la vita il militare.

Le lancette dell’orologio tornano alla fine degli anni ’80, quando l’allora giudice Guido Salvini interrogò in Francia Raffaele Ventura, latitante, sui fatti del 14 maggio 1977: quel giorno, durante una manifestazione a Milano, fu ucciso il vicebrigadiere Antonio Custra. L’ex autonomo, che quel giorno fu fotografato con una pistola in alto nella mano destra e una sciarpa sul viso, spiegò di essersi "da tempo dissociato dagli ambienti della lotta armata" e negò, poi smentito da una perizia, di aver impugnato l’arma. A suo dire, si legge nel provvedimento con cui il giudice Salvini ordinò il rinvio a giudizio di Ventura e di altri imputati,...🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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