Domande su depressione e figli nei questionari di lavoro parla l’esperta Laura Borgogni | Sbagliati i quesiti personali quei test devono farli gli psicologi – L’intervista
Un’esperta in psicologia critica le domande sui problemi di depressione e sulla volontà di avere figli inserite nei questionari di lavoro. Secondo lei, i quesiti personali relativi a stati emotivi e scelte di vita dovrebbero essere gestiti esclusivamente da professionisti del settore. Tra le domande contestate ci sono quelle che indagano su periodi di tristezza senza motivo apparente e su desideri di prole, anche in presenza di problemi di salute o finanziari.
«Sei in grado di fare uno sguardo seduttivo?», «Hai periodi di tristezza e depressione senza una ragione apparente?», «Sei intenzionato ad avere due figli (o meno) anche se la tua salute e le tue entrate te ne permetterebbero di più?». Queste sono solo alcune delle domande, a tratti anche molto personali, a cui migliaia di italiani si trovano a dover rispondere per accedere a un colloquio di lavoro. Il caso denunciato da un aspirante dipendente della Fondazione Entroterre è finito davanti al Garante della Privacy. Ma a cosa servono davvero questi test psico-attitudinali da centinaia di domande? Lo abbiamo chiesto a Laura Borgogni, docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università Sapienza di Roma. 🔗 Leggi su Open.online
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