Perché mangiare bene è un valore estetico
La parola “gusto” ha subito uno slittamento semantico a partire dalla metà del Seicento, passando da identificare un senso naturale per il riconoscimento e l’apprezzamento di cibi e bevande a identificare un sentimento preposto al giudizio estetico del bello artistico e naturale. Questo spostamento dal letterale al metaforico ha segnato fortemente la subordinazione del gusto gastronomico, una subordinazione accompagnata da ragioni di ordine epistemologico, etico e ovviamente estetico. Nel Settecento la gastronomia si è così ritagliata uno spazio culturalmente marginale ma socialmente significativo quale discorso di intrattenimento, coltivazione di status, attività amatoriale. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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Tutto quello che riguarda mangiare bene
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