La politica la scrittura l’ortodossia Un imbarazzante diverbio con Pasolini
La discussione tra scrittori e il rapporto tra letteratura e politica tornano al centro di un episodio che coinvolse anche me e Corrado Augias. Un commento su Pasolini e l’ortodossia si scontrò con il modo di pensare di Sciascia, rivelando tensioni sottotraccia che ancora oggi emergono tra le figure più importanti della cultura italiana.
Proponendomi di studiare un antico capitolo dei rapporti letterari e umani fra Sciascia e Pasolini, vorrei intanto riferire un episodio marginale che coinvolse me e Corrado Augias. Prima che sia tardi, starei per dire, purché non mi si fraintenda: Augias ha pochi anni più di me, lo vedo in una forma invidiabile, e gli faccio i migliori auguri. Bene, siamo nel settembre 1973, Pier Paolo Pasolini pubblica, per Garzanti, Calderòn, un suo testo teatrale in versi. Augias, che scrive per l’Espresso, viene a cercarmi alla sede romana del quotidiano Lotta Continua, a Trastevere, vorrebbe il mio giudizio sul libro. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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