Palazzo Chigi dimezza lo smart working dei dipendenti Scontro con il Mef dove i privilegi restano E i funzionari si rivolgono allo sportello del lavoro

C’è una trincea nel centro di Roma, tra Largo Chigi e via XX Settembre. Da una parte la Presidenza del Consiglio, dall’altra il Ministero dell’Economia e delle Finanze. In mezzo, una guerra di posizione che sembra ruotare attorno ai privilegi dei privilegiati — smart working, indennità, previdenza, welfare — e che invece rivela chi ha davvero il potere di imporli dentro la macchina dello Stato. Spoiler: il potere non appartiene a chi è chiamato a prendere decisioni politiche, ma a di chi stabilisce quanto quelle decisioni possono costare. Giovedì il Consiglio dei ministri è chiamato a discutere il decreto sicurezza dopo i fatti di Torino. Ma in fondo all’ordine del giorno c’è un punto destinato ad accendere un altro tipo di scontro, meno visibile ma rivelatore, che mette a nudo una frattura profonda tra gli apparati centrali dello Stato. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

palazzo chigi dimezza lo smart working dei dipendenti scontro con il mef dove i privilegi restano e i funzionari si rivolgono allo sportello del lavoro
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