McKinsey e il consulente sintetico | cosa rischiamo affidandoci all’IA

La società sperimenta l’uso di un chatbot nei colloqui. Non conta più la risposta giusta, ma saper guidare l’algoritmo. La complessità umana si riduce a logiche di efficienza. McKinsey, da decenni palestra per le élite manageriali globali e una delle società di consulenza più potenti al mondo, sta sperimentando una novità che dice molto sul futuro del lavoro. Si chiama Lilli, un assistente di Intelligenza artificiale interno già utilizzato per analizzare documenti, casi di studio e montagne di dati complessi. Durante il colloquio, i candidati sono chiamati a usarla per affrontare un caso reale. Lilli propone analisi e suggerimenti, e il candidato deve decidere cosa tenere, cosa ignorare e come adattare il tutto alle esigenze di un cliente concreto. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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