Questa caligine che mi rallegra Lettera dalla nebbia

Giovedì 22 gennaio. Da venti giorni un cielo bianco sporco opprime Milano. Ma, nel pomeriggio, d’improvviso, la nebbia. Incredibile. Da tanto non la si vedeva, in città. Si ferma ormai ai caselli, ai capolinea dei metrò, come una non invitata che resti sulla soglia. Certo non parlo della Grande Nebbia che gravava sulla Lombardia fino agli anni Ottanta, dissoltasi con la fine del riscaldamento a carbone.   No, oggi è una nebbia educata. Confonde il puntuto skyline, si insinua al Sempione o a Foro Bonaparte, che, di matrice francese, assumono in quel velo una dolcezza parigina d’antan. Offusca, questa nebbia fine, il tratto di volgarità assunto con le insegne vistose dei negozi del centro, con le luci alla viennese sui palazzi del Cordusio: come vapore sull’immagine allo specchio di una donna non bella. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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