Con Jil Sander Simone Bellotti è alla ricerca della purezza

Simone Bellotti, il designer italiano, ha trovato la sua strada in un settore difficile e competitivo come quello della moda. Dopo aver lavorato sodo, ora si mette in gioco con la collezione di Jil Sander, cercando di portare un tocco di purezza e semplicità. La sua storia dimostra che anche in un mondo spesso dominato dalle logiche di potere, la passione e il talento possono aprire le porte.

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© Gqitalia.it - Con Jil Sander Simone Bellotti è alla ricerca della purezza

In un mondo raramente meritocratico come quello della moda, l’ascesa al successo di Simone Bellotti è una splendida notizia. Dopo aver lavorato per anni dietro le quinte, contribuendo al successo di marchi come Bottega Veneta, Dolce&Gabbana e Gucci, nel corso di un paio di stagioni Bellotti ha trasformato il brand svizzero Bally in uno dei più apprezzati nel calendario della Milano Fashion Week, riuscendo a conquistarsi un ulteriore salto di carriera. A marzo dello scorso anno Simone Bellotti è stato nominato direttore creativo di Jil Sander, prendendo il posto di Lucie e Luke Meier, che avevano guidato il marchio per circa otto anni. «Mi ha subito attratto l’idea di lavorare su un brand che gode di un seguito enorme e di una storia importante, ma soprattutto che ha influenzato tanti altri marchi nel mondo della moda e non solo», inizia a dirmi quando ci sediamo nel suo studio all’interno del quartier generale di Jil Sander a Milano, nei leggendari spazi a pochi metri dal Castello Sforzesco. 🔗 Leggi su Gqitalia.it

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