Amom caccia al compratore Clima teso tra gli operai
Arezzo, 21 gennaio 2026 – “Il clima? C’è fermento”. Parola che Lorenzo Casini, delegato Cgil per la Rsu scandisce dopo l’assemblea dei lavoratori nello stabilimento di Badia al Pino. Proprio loro, i lavoratori, hanno vinto il primo round in “squadra” coi sindacati e soprattutto sotto l’ombrello della Regione che ha aperto un tavolo sulla vertenza Amom. E a quel tavolo (una settimana fa), la multinazionale svizzera che ha messo alla porta settanta dipendenti con una videochiamata, ha fatto una parziale marcia indietro: ritiro dei licenziamenti e cassa integrazione fino al 4 maggio. Quattro mesi per trovare una soluzione che si chiama “acquirente”: un imprenditore o un gruppo imprenditoriale disposti a salvare la fabbrica di Badia al Pino, dare continuità produttiva e assicurare un futuro ai dipendenti. 🔗 Leggi su Lanazione.it

"Noi, coppia licenziata con una videochiamata. Non siamo numeri”: caso Amom, gli operai e il sit in a FirenzeA Natale, 70 dipendenti dell’azienda Amom di Badia al Pino sono stati licenziati attraverso una mail e una videochiamata.
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