Referendum Alessandro Barbero spiega perché voterà No | Si rischiano magistrati agli ordini del governo Peso della politica superiore nei Csm

Alessandro Barbero illustra le motivazioni del suo voto ‘no’ al referendum sulla separazione delle carriere. Sottolinea i rischi di un eccessivo peso della politica nei Csm e la possibilità che magistrati siano sottoposti a influenze governative. La sua analisi mira a offrire una prospettiva chiara e ragionata, contribuendo a un dibattito informato su un tema di cruciale importanza per il sistema giudiziario italiano.

“Ci ho messo un po’ a decidere di girare questo video in cui spiego le ragioni per cui voterò no”. Inizia così l’intervento con cui Alessandro Barbero spiega pubblicamente le ragioni del suo voto no al referendum sulla separazione delle carriere. Sono 4 minuti e mezzo di video, inviato dallo storico al Comitato “Società civile per il no”, guidato da Giovanni Bachelet, che lo ha pubblicato sul suo canale Youtube. Barbero mette in fila i motivi che lo hanno spinto a schierarsi contro la riforma del ministro Carlo Nordio. Parte da un elemento: “Il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudic. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - Referendum, Alessandro Barbero spiega perché voterà No: “Si rischiano magistrati agli ordini del governo. Peso della politica superiore nei Csm”

Referendum, Alessandro Barbero spiega perché voterà No: “Di fatto il governo potrà dare ordini ai magistrati”
Alessandro Barbero ha condiviso le motivazioni del suo voto no al referendum sulla separazione delle carriere. In un video, l’autore evidenzia come questa riforma possa consentire al governo di influenzare indirettamente l’operato dei magistrati, sollevando dubbi sulla indipendenza della magistratura stessa. Di seguito, una sintesi del suo ragionamento e delle considerazioni che lo hanno portato a questa decisione.

Referendum Giustizia, Barbero: “Il cittadino non è mai sicuro se giudici e pm prendono ordini dal governo”
Alessandro Barbero ha annunciato il suo voto contrario al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia. Con una riflessione pacata, sottolinea come il cittadino non possa avere certezza che giudici e pubblici ministeri siano liberi da influenze politiche. La sua posizione si basa sull’importanza di mantenere un sistema giudiziario indipendente, garantendo trasparenza e imparzialità nel processo decisionale.

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