Il pensiero psicotico e l’abbraccio disperato | ecco perché Monia Bortolotti è stata assolta dall’accusa di aver ucciso i figli neonati

Monia Bortolotti è stata assolta dall’accusa di aver ucciso i propri figli neonati. La sua vicenda personale comprende un’infanzia segnata dall’abbandono, un rapporto difficile con la madre adottiva, esperienze di isolamento e sofferenza, tra cui bulismo e crisi legate alla maternità. Questo contesto ha portato a un approfondito esame delle sue condizioni psichiche, evidenziando il ruolo del “pensiero psicotico” e dell’“abbraccio disperato” nel suo percorso.

Pedrengo. L’abbandono da parte dei genitori naturali in tenerissima età; il rapporto conflittuale con la madre adottiva, che le ha provocato una grande sofferenza; il viaggio in India da adolescente, che l’ha spinta a chiudersi ancora di più in se stessa; il bullismo patito a scuola; le gravidanze vissute con l’idea di essere una madre indegna e incapace; i tradimenti del marito; la morte della piccola Alice. Una vita costellata da gravi traumi, innestati su una personalità fragile e predisposta alla depressione, che secondo la Corte sono sfociati nell’omicidio del piccolo Mattia Zorzi, di soli due mesi, soffocato dalla madre Monia Bortolotti la mattina del 25 ottobre 2022, quando lo ha stretto in quello che lei stessa ha definito un “abbraccio disperato”. 🔗 Leggi su Bergamonews.itImmagine generica

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