L’Ue pensa a una Schengen militare per prepararsi alla guerra Ma molte infrastrutture strategiche sono in mano a potenze straniere
L’Unione europea valuta l’implementazione di una Schengen militare come parte delle strategie di difesa, sollevando preoccupazioni sulla gestione delle infrastrutture strategiche. Molte di queste infrastrutture sono controllate da potenze straniere, ponendo sfide alla sicurezza e all’autonomia dell’UE. Questa evoluzione coinvolge anche il settore dei trasporti, ampliando il raggio delle misure di preparazione alla possibile escalation militare.
Il piano di preparazione alla guerra dell’ Unione europea non riguarda solo il riarmo in senso stretto, ma investe anche il mondo dei trasporti. L’Ue punta a rafforzare le proprie infrastrutture e a crearne di nuove per rendere più semplice e veloce il transito di uomini e mezzi in caso di conflitto. Capisaldi di questo piano sono la Mobilità militare e il Libro bianco della difesa. Entrambi i documenti pongono l’accento sui problemi strutturali e burocratici che limitano gli spostamenti degli eserciti in Europa e sulla necessità di creare un quadro comune di gestione delle crisi anche dal punto di vista della mobilità. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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