La saggezza di Di Caprio e l’idiozia di fare fact-checking a Teheran
In queste settimane, ci ha colpito l’immagine di una giovane che brucia una foto dell’ayatollah e si accende una sigaretta. Dopo giorni di riflessione, ho compreso la potenza di quel gesto e l’assurdità di dedicare tempo al fact-checking in un contesto come Teheran. Un’immagine che invita a riflettere sui significati profondi di libertà, protesta e comunicazione in momenti di tensione politica.
Sono giorni che penso a come parlare dell’immagine più potente di queste settimane, quella della ragazza che dà fuoco a una foto dell’ayatollah e ci si accende una sigaretta, e solo ieri ho capito e non mi capacito d’averci messo tanto. La chiave interpretativa era lì, davanti a tutti: Leonardo DiCaprio. Le immagini della ragazza iraniana sono state commentate in molti modi, nessuno dei quali sensato. Non è iraniana, lo è ma vive all’estero, è un video di anni fa, no è un video di adesso, è intelligenza artificiale, è un trend di TikTok, è tua cugina calabrese. Io non vorrei sempre dirvi che siete scemi, ma se pensate che i simboli funzionino previo fact-checking non siete sveglissimi. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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