Io dico basta a questo terrorismo alimentare che ci vuole tristi tristi e tristi Sani e tristi

In un’epoca in cui l’alimentazione viene spesso associata a ideali di perfezione e perfezionismo, è importante riflettere sul rapporto reale con il cibo. Questo articolo vuole affrontare in modo sobrio e equilibrato il tema del terrorismo alimentare, sottolineando l’importanza di un approccio consapevole e rispettoso verso ciò che mangiamo, senza lasciarci condizionare da messaggi estremi o sensazionalistici.

L’uomo è ciò che mangia e probabilmente anche ciò che vomita. Il cibo è un argomento molto delicato, molto più del sesso, quindi questo sarà un post divisivo. Io, per esempio, sono un carnivoro selettivo, come Woody Allen non mangio roditori, non mangio selvaggina, non mangio i meravigliosi cavalli che hanno le gambe, non li mangio perché sono belli e amo i film western, non mangio lumache, rane, cervello, scimmie, cani e gatti. Una volta in Svezia mangiai una renna, sapore dolciastro, e ho ancora dei sensi di colpa verso Babbo Natale. So benissimo che i macelli sono il grande rimosso della nostra società, vigliaccamente deleghiamo ad altri la strage degli innocenti, ma se dovessi procurarmi la carne da solo, non avrei il coraggio di tirare il collo a nessuno, diventerei un vegetariano. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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