Il Cherubino la Serafina e i tempi andati
Negri In un tempo forse migliore il mio caro vecchio borgo, Melzo, era affidato alla protezione di due angeli. Un cherubino e un serafino. Anzi, un cherubino e una serafina, perché nella fattispecie si trattava di una lei, prova provata che anche gli angeli hanno un sesso. Il cherubino si chiamava per coincidenza Cherubino e la serafina, manco a dirlo, Serafina. Cherubino era titolare di un negozio di salumeria e di altre grasse delizie; la Serafina sovrintendeva a una cartolibreria, oasi di sapere, fosforo e fantasia nell’aspro deserto del viver quotidiano. Il Cherubino, tra un’ordinata fila di prosciutti con l’osso e due clamorosi mastellini di mostarda all’ingresso, certificava al borgo l’uscita dallo stecchetto dell’ultima guerra, anche se la gente restava cauta: paté, olive, carciofini e funghetti sott’olio solo a Natale. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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