Giù il prezzo del petrolio e l’inflazione Il piano Trump può far male a Mosca
Circola una frase apocrifa che dice: il prezzo è ciò che il compratore più sciocco è disposto a pagare. Se è così, ieri sul mercato vi erano moltissimi sciocchi. Sul mercato di Londra il rame ha fatto segnare un nuovo record, superando i 13.300 dollari per tonnellata (+1,7%). Lanciatissimi anche palladio e nichel, rispettivamente +5,7% e +10%. In effetti sono saliti tutti i metalli industriali (unica eccezione lo stagno, -3,75%) e anche i preziosi. La mossa statunitense del 3 gennaio scorso, con la messa sotto tutela del grande serbatoio di petrolio venezuelano, non muta il quadro di una corsa alle materie prime che prosegue e proseguirà. All’apertura del mercato il prezzo del petrolio non ha avuto particolari scossoni, restando attorno ai 61-62 dollari al barile. 🔗 Leggi su Laverita.info

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