La falsa promessa di un posto da baby sitter | migrante in schiavitù e costretta a prostituirsi
Una donna di 39 anni straniera è stata condannata a sette anni di reclusione per riduzione in schiavitù e sfruttamento di una connazionale, con accuse legate a una falsa promessa di lavoro come baby sitter. La sentenza si è pronunciata ieri presso il tribunale di Brescia. La vicenda evidenzia i rischi legati a offerte di lavoro ingannevoli che nascondono situazioni di sfruttamento e abusi.
Crema, 23 dicembre 2025 – Condannata definitivamente a sette anni di galera per riduzione in schiavitù di una connazionale, una donna di 39 anni straniera ha visto ieri aprirsi le porte del carcere di Brescia Verziano. Il fatto che ha portato in galera la donna risale al 2015. In quell’anno, con la complicità di un uomo suo connazionale, aveva convinto una famiglia del suo Paese a inviare in Italia la figlia, con la promessa di un lavoro come baby sitter. La ragazza aveva attraversato l’Africa viaggiando a bordo di pullman e auto per arrivare fino in Libia, dove era stata fatta salire su un barcone e spedita in Italia. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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La falsa promessa di un posto da baby sitter: migrante in schiavitù e costretta a prostituirsi.
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