Irene Vella | Ho pensato che Giulia Cecchettin poteva essere mia figlia Ho deciso di raccontare i femminicidi dando voce alle donne

Cosa ha cambiato per lei il femminicidio di Giulia Cecchettin? «Io abito a 100 metri in linea d'aria da dove è stata uccisa. Vedo dalla finestra quella zona industriale, quel capannone. Tante componenti me l'hanno fatta sentire vicina. Mi sono arrabbiata quando ho visto che tanti parlavano di fidanzatini, cercavano di romanticizzare la storia dei ragazzi scomparsi, quando era già evidente, da così vicino, come erano andate le cose. Scrissi che c'era una vittima c'era un carnefice, e girai questo editoriale a Gino Cecchettin su Facebook, lasciandogli il numero del cellulare. E Gino, la mattina, il venerdì, quindi il giorno prima che ritrovassero Giulia, mi telefonò. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Irene Vella: «Ho pensato che Giulia Cecchettin poteva essere mia figlia. Ho deciso di raccontare i femminicidi dando voce alle donne»

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