Offendere i docenti nelle chat di classe configura reato di diffamazione Basta l’invio del messaggio nel gruppo per integrare la fattispecie La sentenza della Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito con la sentenza n. 394142025, pubblicata il 5 dicembre scorso, che le offese rivolte a un insegnante nelle chat di classe dei genitori costituiscono reato di diffamazione. La quinta sezione penale ha fissato un principio rigoroso: l’invio del messaggio offensivo nel gruppo è sufficiente a integrare la fattispecie criminosa, senza necessitĂ  di provare che altri membri abbiano effettivamente letto il contenuto. La decisione mette fine a una difesa ricorrente nei processi per diffamazione digitale e chiarisce la natura giuridica dei gruppi WhatsApp scolastici. La Suprema Corte ha utilizzato una “massima di esperienza” per respingere la tesi secondo cui occorrerebbe dimostrare l’avvenuta lettura del messaggio da parte di almeno due persone. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it

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