La scuola deve essere un luogo dove si impara a pensare non cosa pensare
Riceviamo e pubblichiamo il punto di vista della Dirigente Anna Maria De Luca – L’intervento del ministro Valditara (che ha inviato gli ispettori in due scuole per verificare il rispetto di questo principio) è stato a tutela della libertà cognitiva che è precondizione di ogni autentica democrazia. Da Piaget a Erikson, da Vygotsky a Bandura, il quadro è coerente: l’adolescenza è un periodo di formazione dell’identità e del pensiero critico. Quando docenti o relatori utilizzano la loro posizione di autorità per veicolare contenuti fortemente ideologizzati presentandoli come verità oggettive, si configurano diverse forme di danno psicologico. In primis, la distorsione del pensiero critico impedisce lo sviluppo della capacità di analisi multidimensionale, fondamentale per la maturità cognitiva ed insegna a ripetere schemi di pensiero piuttosto che a ragionare autonomamente. 🔗 Leggi su Orizzontescuola.it