È ancora possibile la poesia? Le risposte dei poeti premi Nobel

In un’epoca dominata da immagini e tecnologia, la poesia sembra ancora trovare il suo spazio. I premi Nobel della poesia riflettono sulle sue sfide e possibilità, proponendo una riflessione sul ruolo delle parole. Tra ambiguità e potenza, la poesia continua a interrogarsi sul suo valore e sulla sua funzione nel mondo contemporaneo.

Stando ad Amleto, la parola può scivolare nell’orecchio come veleno. Si preferisce pensare che sia un pharmakòn, alternativamente veleno o medicina. Concordiamo comunque sul fatto che il vero destinatario di quella poetica rimanga sconosciuto, come afferma Eugenio Montale nella sua Lecture per il conferimento del Nobel per la Letteratura, nel 1975, e che viaggi per toccare vite e paesi differenti. Quali siano le conseguenze possiamo scoprirlo leggendo il discorso di Seamus Heaney, scritto anch’esso per il Nobel e ora confluito, insieme a quelli di Montale e via via fino a Louise Glück, nel prezioso volume a cura di Roberto Galaverni, È ancora possibile la poesia. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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