Neppure a Budapest un premier è per sempre Le mosse di Orbán
A Budapest, anche il più stabile dei leader può essere soggetto a cambiamenti. Il Parlamento ungherese ha approvato una nuova legge che rende più complicata la rimozione del presidente, figura dai poteri principalmente simbolici. Questa mossa solleva interrogativi sulla tenuta delle istituzioni democratiche e sulla distribuzione dei poteri nel paese.

Il Parlamento ungherese ha approvato una legge che rende particolarmente difficile rimuovere il presidente, una carica con poteri prevalentemente cerimoniali e rappresentativi che è stata espressione di favori e riconoscimenti distribuiti dal primo ministro Viktor Orbán. Finora era possibile rimuovere il presidente con un voto a maggioranza semplice, in futuro servirà l’approvazione della Corte costituzione e un voto a maggioranza di due terzi. La Corte costituzione è composta da alleati di Orbán e studiando l’urgenza di questo voto in Parlamento si intravede tutta la paura del primo ministro di essere sconfitto alle elezioni di aprile. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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Non voterei la Meloni neppure sotto tortura (è draghiana quanto Letta, favorevole ad una nuova corsa al riarmo, favorevole ad un sempre più massiccio invio di armi a Kiev, sostenitrice della legge Fornero, del pareggio di bilancio in Costituzione e della guerra - facebook.com facebook