I libri d’ore tornano a parlare ai Lincei | miniature e alfabeti

I libri d’ore, preziosi manoscritti devozionali, tornano a essere protagonisti presso i Musei Nazionali dei Lincei. Ricchi di miniature e dettagli alfabetici, questi volumi antichi riflettono il ruolo sociale e culturale di un tempo, offrendo uno sguardo affascinante sull’arte e la spiritualità medievale attraverso le loro elaborate illustrazioni.

La mostra "Il tempo della devozione", visitabile fino al 15 febbraio, esplora l'importanza dei manoscritti devozionali privati, che per secoli sono stati uno dei pochi accessi alla lettura per le donne laiche. La storia dell’alfabetizzazione femminile e l’impatto della stampa nell’Italia medievale e rinascimentale Nei secoli in cui possedere un testo miniato era testimonianza del rilievo sociale del proprietario, i libri d’ore, manoscritti devozionali privati, illustrati con sfarzo iconografico spesso secondo il gusto e le insegne personali, commissionati in occasione di nozze o genetliaci speciali, hanno rappresentato il primo, spesso unico, accesso alla lettura per le donne laiche (chi voleva risparmiarsi matrimoni sgraditi e dedicarsi agli studi, faceva carriera in convento o vi tornava come terziaria dopo la vedovanza, lasciando dietro di sé lettere entusiaste; il caso di Marianna de Leyva, la Monaca di Monza, non era la regola). 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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