Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati | le ragioni del sì e quelle del no

Il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, approvato nel 2025, rappresenta un tema di grande rilevanza nel panorama giudiziario italiano. La riforma, che distingue nettamente giudici e pubblici ministeri, solleva dibattiti tra sostenitori e oppositori riguardo ai potenziali effetti sulla giustizia e sull’indipendenza dei magistrati. Di seguito, le ragioni del sì e del no proposte da Claudio Quintano e Antonio D’Amaro.

di Claudio Quintano (*) e Antonio D’Amaro CONTESTO E STATO ATTUALE La riforma costituzionale, che introduce la separazione tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), è stata approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Poiché non è stata approvata con la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri di ciascuna Camera, la Costituzione prevede la possibilità di richiedere un referendum confermativo, come è avvenuto su richiesta di un quinto dei membri del Parlamento.  L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha recentemente dichiarato la  legittimità del quesito referendario, dando il via libera formale alla consultazione popolare. 🔗 Leggi su Ildenaro.itImmagine generica

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