Il trumpiano Conte l’Europa e il dilemma di Schlein

L'articolo analizza il rapporto tra Giuseppe Conte, l'Europa e la figura di Schlein, confrontandoli con le posizioni e le influenze di Donald Trump e del suo vice JD Vance. Un quadro politico che evidenzia le tensioni tra le strategie europee e le derive populiste e nazionaliste, in un contesto internazionale sempre più complesso e polarizzato.

Donald Trump non ci ama, ma d’altronde l’ha sempre detto. E con lui il suo vice JD Vance, persino più pericoloso del Commander-in-Tweet con quel suo furore parareligioso. Mentre Trump rimane un affarista, uno che cambia idea ogni tre minuti pur di concludere un accordo, Vance cambia idea soltanto per accanirsi con intensità uguale e contraria. Il primo è aperto alle trattative, anche quelle più spregiudicate (come quella che potrebbe regalare definitivamente il Donbas a Vladimir Putin), il secondo crede assolutamente a quel che dice.  Per Vance siamo un popolo di «scrocconi». L’Europa «si approfitta di noi», «ci deruba» e anzi «è nata apertamente con l’intento di fregarci», aveva detto il 47esimo presidente degli Stati Uniti a inizio 2025. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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