Passaggio al bosco e la finta neutralità di chi scambia la libertà di parola con il diritto di mentire
Il problema non è la censura, ma il confine tra opinione e falsificazione della realtà. Difendere la democrazia significa anche dire che non tutte le tesi sono uguali. E che dare spazio a queste non è mai un gesto innocente A proposito della questione della presenza della casa editrice “Passaggio al bosco” alla fiera Più libri più liberi, oltre alle solite noiose polemiche antifasciste (qui sarebbe il caso di dire anti-naziste), mi è tornato in mente qualcosa. È il ricordo di un film di una decina di anni fa, neanche tanto riuscito per le critiche che lo accolsero, opera di un mediocre artigiano, Mick Jackson, il cui vertice artistico è stato “The Bodyguard” di cui si ricorda più volentieri la colonna sonora che non la trama sdolcinata. 🔗 Leggi su Linkiesta.it
