Frank Gehry da spiantato ad archistar senza perdere il sorriso

Vita e opere del grande architetto mancato il 5 dicembre. Dall'infanzia povera alle grandi cattedrali, sperimentando nuovi materiali e nuove polemiche. I quotidiani di tutto il mondo lo salutano come il più grande architetto americano dopo Frank Lloyd Wright “Lei è l’architetto che più mi interessa e attrae oggi al mondo” disse Bruno Zevi a Frank O. Gehry quando lo conobbe di persona a Gerusalemme nei primi anni ‘90. Eppure fino ad allora l’architetto canadese mancato la settimana scorsa, diventato quasi un meme del Grande Architetto, dell’archistar globale, era stato uno scapestrato di successo, riuscendo a costruire un edificio fortunato solo in Europa, il Vitra Design Museum vicino Basilea nel 1989, l’anno in cui ricevette il Premio Pritzker, l’Oscar dell’architettura. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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