Don Francesco Fuschini ’Un prete che scrive è un curioso guazzabuglio di roba’
Don Francesco Fuschini era solito dire, magari con un pizzico di civetteria, che la sua era una “penna poveretta”, ma sapeva benissimo che da quella penna uscivano parole che non erano affatto “poverette” ma costituivano un piatto prelibato per i lettori del Carlino che lo seguivano settimanalmente nelle sue rubriche. Respingendo le diavolerie della tecnologia don Francesco scriveva ancora con la cannetta (mi confessò che era la cannetta che usava il suo amico Marino Moretti, altro elzevirista del Carlino di un tempo). Inoltre seminava le sue parole su fogli quadrati di colore giallo e quando metteva il punto ai suoi elzeviri riuniva le cartelle e si recava a Ravenna per sottoporle al giudizio del capo redattore Uber Dondini al quale chiedeva l’assoluzione laica di quei suoi “peccati” di penna e il conseguente imprimatur del “si stampi”. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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Don Francesco Fuschini ’Un prete che scrive è un curioso guazzabuglio di roba’ - Era solito dire che la sua era una ’penna poveretta’, ma ne uscirono scritti indimenticati, tanto amati dai suoi lettori del Carlino che lo seguivano settimanalmente nelle sue rubriche. Scrive msn.com