Benedetta Porcaroli | Ne Il rapimento di Arabella ho ritrovato la mia libertà creativa il cinema di oggi invece è pesante e moralista I figli? Ci penso eccome lascio che sia la natura a fare il suo corso

Quando parla del suo rapporto con Carolina Cavalli, la regista de Il rapimento di Arabella, il film di cui è protagonista, Benedetta Porcaroli non distingue tra lavoro e amicizia. Dice che le due cose vanno di pari passo, che si affiancano, che a tratti si accavallano pure. E poi dice che spesso finiscono per coincidere, che si danno forza e spinta a vicenda. Il rapimento di Arabella, al cinema con PiperFilm, è arrivato subito dopo Amanda, il primo film di Cavalli in cui la protagonista è interpretata sempre da Porcaroli. È la storia di una ragazza, Holly, che non sa chi essere e che cosa fare e che una sera, dopo aver incontrato la piccola Arabella, pensa di aver ritrovato la sé stessa bambina. 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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© Vanityfair.it - Benedetta Porcaroli: «Ne Il rapimento di Arabella ho ritrovato la mia libertà creativa, il cinema di oggi invece è pesante e moralista. I figli? Ci penso eccome, lascio che sia la natura a fare il suo corso»

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