Il mercato dei metalli e dei chip fatica a tenere il passo dell’IA
Da qualche tempo l’idea dell’intelligenza artificiale come tecnologia senza limiti si misura con un fatto più concreto e forse banale: le risorse non bastano a costruire l’infrastruttura che dovrebbe sostenerla. La crescita dell’IA non dipende solo da algoritmi migliori o da capitali più consistenti; richiede rame per le reti elettriche, chip di memoria per i data center e impianti industriali in grado di reggere una domanda in continuo aumento. La parte materiale dell’economia digitale procede però con ritmi molto più lenti dell’innovazione software e non può espandersi allo stesso passo, soprattutto in un mercato dell’energia e dei materiali già sotto pressione. Per esempio la domanda di rame continua a crescere. Le reti necessarie alla transizione energetica richiedono ampliamenti sostanziali e i centri di calcolo per l’IA usano più del doppio del rame impiegato nei data center tradizionali. 🔗 Leggi su Linkiesta.it
