Le e-mail di Jeffrey Epstein sono ora consultabili in una finta casella Gmail

Qual è il formato più naturale per orientarsi tra le ventimila e-mail di Jeffrey Epstein diffuse nelle ultime settimane? Probabilmente lo stesso in cui quelle comunicazioni hanno preso forma: una casella di posta elettronica. È l’idea - e insieme la provocazione - a cui sono arrivati Riley Walz e Luke Igel, due prankster abituati a giocare con il digitale, che hanno usato l’intelligenza artificiale per costruire un archivio navigabile identico a Gmail - il servizio di posta elettronica offerto da Google - contenente i messaggi ricevuti e inviati dal finanziere americano condannato per reati sessuali e trovato morto in cella, nel 2019, mentre attendeva un nuovo processo per traffico sessuale di minori. 🔗 Leggi su Repubblica.it

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