I cecchini di Sarajevo chi era la gente che pagava per andare a sparare sui civili durante la guerra in Bosnia
Sarajevo, primavera del 1992. La città era già stretta in un assedio che durerà quasi quattro anni. I cecchini a Sarajevo si nascondono sulle colline, ogni giorno partono colpi di mortaio e di fucile. I civili camminano tra un edificio e l'altro, cercando riparo dai tiratori appostati lungo quella che verrà chiamata “Sniper Alley”, il viale principale della capitale bosniaca. Oggi, a trent'anni di distanza, un'inchiesta aperta dalla procura di Milano riporta alla luce un'ombra ancora più inquietante: l'esistenza di “cecchini del weekend”. I “cecchini di Sarajevo”, occidentali che avrebbero pagato per sparare sui civili durante l'assedio. 🔗 Leggi su Wired.it
© Wired.it - I “cecchini di Sarajevo”, chi era la gente che pagava per andare a sparare sui civili durante la guerra in Bosnia
1992 1995. Sarajevo sotto assedio. All'inferno della Bosnia parteciparono anche dei cecchini in trasferta. "Lo facevano come un safari". Molti gli italiani - Ritrovarsi a Trieste, prendere un aereo e volare a Sarajevo per sparare a donne e bambini, pagando le milizie serbe appostate sulle colline. euroroma.net scrive
Cecchini italiani a Sarajevo, la denuncia: “Nelle postazioni c’era anche Vucic, oggi presidente serbo” - Intanto i pm di Milano ha preso contatti già operativi in questi giorni con il Tribunale penale inte ... msn.com scrive
Turisti italiani cecchini per divertimento a Sarajevo, forse la storia più sconvolgente di questa settimana - I pm indagano per omicidio volontario aggravato e sono pronti a convocare i primi testimoni di quel safari di guerra che ha visto coinvolti anche degli italiani ... Segnala elle.com
Cecchini a Sarajevo,depositata a pm Milano denuncia contro Vucic. Da parte di un giornalista croato, 'presente in una postazione' #ANSA Vai su X
La Procura di Milano indaga sui presunti “cecchini del weekend” dell’assedio di Sarajevo. Testimonianze, film, e un esposto riaccendono un caso rimasto nell’ombra. Vai su Facebook
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