La letteratura portatile che narrò il Novecento

Nato nel primo anno del secolo scorso e morto quarant’anni fa, Fred Uhlman è l’autore di una letteratura portatile che, nella sua fisionomia sintetica, ha raccontato il Novecento. Apparso nel 1979, “L’amico ritrovato” è stato letto da generazioni di studenti, come “Un’anima non vile”. Della Trilogia, il romanzo meno noto è però il più audace e doloroso: “Niente resurrezioni per favore”. Uhlman racconta il ritorno in patria, vent’anni dopo l’Olocausto, di Simon Elsas, pittore ormai americano. Che ritrova il Waldcafé di quando era giovane, luogo di bisbocce e grandi amicizie durante giorni che sembravano destinati a essere attraversati per sempre dalla primavera di quei sedici anni – una stagione che non sarebbe tornata mai più, il tempo andato di quando tutto era intatto, prima che si frantumassero l’innocenza e la vita stessa. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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