Remigrazione ad Avellino la parola tossica che normalizza l’odio nel nostro lessico

Da slogan d’intolleranza a mina nel dibattito pubblico: così una parola sdogana la segregazione e prepara il terreno a politiche sempre più escludenti Tre denunce ad Avellino per uno striscione. Ma non è questo il punto. La vera colpa non è il gesto di alzare uno striscione, ma la parola che c'era scritto sopra: remigrazione. Un termine che sta prendendo piede nel linguaggio dell’odio, un eufemismo per deportazione, che giustifica l’intolleranza e la separazione. È la legittimazione di un atto violento, travestito da legalità, che divide il mondo in chi può restare e chi no, solo sulla base della pelle, della religione, della cultura.🔗 Leggi su Avellinotoday.itImmagine generica

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