Trasformare le mura del carcere in facciate su cui scrivere
Quando sei qui con me questa stanza non ha piĂą pareti ma pagine, pagine infinite. Prigioni laiche ed ecclesiastiche, segrete di torri e di castelli, lazzaretti e manicomi: ovunque un uomo si sia trovato recluso, nella storia, ha sempre cercato di trasformare le quattro mura in altrettante facciate su cui scrivere. BasterĂ , per convincersene, scorrere le iscrizioni nelle celle del Sant’Uffizio raccolte in Sicilia da Giuseppe Pitrè o i Palinsesti del carcere di Cesare Lombroso, trascritti nel 1888 in certe prigioni torinesi. Al fondatore dell’antropologia criminale sembrò di documentare un’oscura compulsione, perchĂ© quei tipi umani difettosi – esemplari dell’“uomo delinquente” – scrivevano non solo sulle mura della cella ma anche “sugli orci da bere, sui legni del letto, sui margini dei libri che loro si concedono nell’idea di moralizzarli, sulla carta che avvolge i medicamenti, perfino sulle mobili sabbie delle gallerie aperte al passeggio, perfino sui vestiti, in cui imprimono i loro pensieri col ricamo”. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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Un cammino collettivo tra presenza, silenzio e piccoli gesti. Ogni partecipante riceve una lettera segreta, da trasformare in azioni lungo le Mura. 13 settembre 2025 – ore 16:00 Ritrovo: parco della Fara – Mura di Bergamo Accessibile a persone con disabilità m Vai su Facebook
Trasformare le mura del carcere in facciate su cui scrivere - Potremmo sforzarci di vedere le pagine dei nostri libri come pareti di una cella in cui non sospe ... ilfoglio.it scrive
Secondigliano: un segno di speranza sulle mura del carcere - MSN - Un lavoro corale che dimostra come, anche dentro le mura di un carcere, sia possibile generare bellezza e lanciare messaggi universali. msn.com scrive