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Buoni pasto o ticket restaurant : Nuovo Decreto, ecco tutto ciò che c'è da sapere

Buoni pasto o ticket restaurant : Nuovo Decreto, ecco tutto ciò che c'è da sapere I buoni pasto - o ticket restaurant - sono dei mezzi di pagamento in formato cartaceo o elettronico ...
Buoni pasto o ticket restaurant : Nuovo Decreto, ecco tutto ciò che c'è da sapere

Buoni pasto o ticket restaurant : Nuovo Decreto, ecco tutto ciò che c'è da sapere
Buoni pasto o ticket restaurant : Nuovo Decreto, ecco tutto ciò che c'è da sapere : I buoni pasto - o ticket restaurant - sono dei mezzi di pagamento in formato cartaceo o elettronico forniti dal datore di lavoro ai propri dipendenti in assenza del servizio di mensa, il datore di lavoro si obbliga, già al momento della stipulazione del contratto, a erogare o meno i buoni al lavoratore, cedendogli il blocchetto o la card. Servono per pagare oltre 500 milioni all’anno di pranzi al bar, in un fast food o in trattoria, proprio perché sono diventati così diffusi e nella pratica vengono già usati in contrasto con le norme di legge, il governo ha deciso di adeguare le normative. Il nuovo decreto del ministero dello Sviluppo economico e che ha ricevuto già il via libera del Consiglio di Stato, prevede la possibilità di cumulare i buoni pasto sia al bar, al ristorante o anche in negozi di alimentari, gastronomie o supermercati. Ma vediamo nel dettaglio tutto ciò che dovremmo sapere a riguardo.

A chi spettano i buoni pasto: "I buoni pasto possono essere richiesti dai lavoratori sia full-time che part-time quando presso l'azienda non è presente il servizio di mensa oppure tale servizio non è previsto per una categoria di lavoratori. Ogni lavoratore ha diritto ad un buono pasto giornaliero, per ogni giorno di lavoro effettuato, dal valore compreso tra i 2 e i 10 euro, che va speso interamente e non dà diritto a resto". 

I lavoratori part-time, che non prestano servizio per l'intera giornata, non hanno generalmente diritto ai buoni pasto, a meno che non ricorrano le seguenti condizioni:
-orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto;
-distanza tra l’abitazione e l'azienda che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria.

Il nuovo decreto elaborato dal Mise per disciplinare l'utilizzo dei ticket restaurant prevede di non introdurre, per i titoli "non elettronici", l'obbligo di indicazione sul buono del nominativo del titolare. Tale scelta, presa in un'ottica di semplificazione, non pregiudicherebbe le finalità di accertamento in quando verrebbero assicurate comunque dall'obbligo di firma del titolare al momento dell'utilizzo. Nei casi in cui il lavoratore non può sfruttare i buoni pasto invece si ricorre all'indennità sostitutiva di mensa: si tratta, in pratica, di una vera e propria monetizzazione dei buoni pasto, corrispondendo al dipendente la somma in denaro pari al valore del buono che dovrebbe ricevere dall'azienda. Ma come si calcola l'importo dei buoni pasto?. Vediamolo insieme. 

L'Agenzia Aran delle Pubbliche Amministrazioni, con parere Ral-1910-Orientamenti Applicativi del 9 febbraio 2017, ha indicato su quale importo deve essere calcolata la quota di 1/3 da porre a carico del dipendente fruitore tra:
- valore facciale del buono (ad es. € 8);
- costo effettivo del buono acquisito dall'ente , mediante adesione a convenzione Consip (ad es. € 6,90, corrispondente ad € 8, meno lo sconto praticato).

Aran spiega che "è sufficiente che l'ente provveda all'erogazione, per ogni 'ticket', di una somma, esclusivamente a proprio carico, pari ai 2/3 del costo unitario di un servizio mensa, risultante dal costo dei generi alimentari e del personale (l'importo può essere individuato dall'ente anche attraverso una semplice indagine di mercato o avvalendosi della collaborazione della Camera di Commercio o delle associazioni dei ristoratori o con verifiche presso mense aziendali dell'area territoriale interessata). In tal modo la disciplina contrattuale, prevedendo che il valore nominale del buono pasto deve corrispondere ai due terzi del costo unitario di un pasto medio, ha inteso fornire un criterio per quantificare la spesa massima che può essere posta a carico dell’ente nel caso di attivazione del servizio dei buoni pasto".

La cumulabilità dei buoni pasto: "La normativa stabilisce che non è possibile accumulare i ticket per fare la spesa: ogni lavoratore può utilizzare un solo voucher al giorno e solo nelle giornate lavorative. Tuttavia il nuovo decreto elaborato dal Mise per disciplinare l'utilizzo dei ticket restaurant consente l'utilizzo cumulato entro il limite di 10, superando quindi il divieto assoluto di cumulabilità dei buoni pasto, attualmente previsto e sostanzialmente inapplicato".

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Scritto da Luca Oliva Letto 487 volte
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